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Le nuove tecnologie vengono spesso demonizzate: il loro sempre più ampio diffondersi viene spesso considerato più un male che un bene e, a fronte dei molti vantaggi che offrono, sovente se ne vedono solo i lati negativi. Invece ogni giorno arrivano notizie che dimostrano come le nuove tecnologie, se adeguatamente impiegate, possono offrire un grande contributo nell’implementazione di svariati aspetti correlati al vivere civile, come ad esempio alla tutela dell’ambiente.

L’ultima notizia in tal senso è scaturita dalla conclusione della Convention Nazionale dell’Aigae (Associazione italiana guide alpine ed escursionistiche), che si è svolta a fine marzo in Borgo Val di Taro, sull’Appennino di Parma. L’Aigae quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni di vita, periodo di tempo in cui l’associazione ha sviluppato sempre di più una profonda consapevolezza della sua vocazione istituzionale e del ruolo delle sue guide, fino ad arrivare oggi a segnare dei nuovi traguardi. Un primo step molto importante c’era già stato lo scorso novembre 2016, quando le GAE (guide alpine ed escursionistiche) avevano stretto un accordo d’intesa con Federparchi. Questo ,in un certo senso, aveva segnato un riconoscimento istituzionale del ruolo delle guide: non soltanto accompagnatori turistici, ma vere e proprie “sentinelle” del territorio che grazie all’approfondita conoscenza degli ambienti naturali in cui vivono sono in grado, prima di ogni altro, di segnalare problemi e criticità, che purtroppo in Italia non mancano. L’anno scorso è stato davvero drammatico da questo punto di vista, specie per via del terremoto in centro Italia, ma anche per i numerosi dissesti idrogeologici che si sono verificati da nord a sud. Nell’ambito della Convention, poi, è stato stipulato un altro importante accordo, questa volta con Legambiente. In realtà il rapporto tra Legambiente e Aigae era già stato allacciato nel mese di gennaio 2017, quando i due enti avevano deciso di comune accordo di dare il via ad una serie di percorsi formativi sul territorio, per permettere a nuovi soggetti di intraprendere il percorso di guida alpina. Ma, come dicevamo, la figura della “guida” è diventata qualcosa di più di un semplice accompagnatore di alta montagna. Le GAE, grazie anche al supporto di Legambiente, si propongono come una sorta di “corpo di vigilanza” al fine di poter prevedere in tempo utile disastri e calamità naturali. Al fine di incentivare il loro compito, ma anche di coinvolgere sempre di più nel monitoraggio del territorio i semplici cittadini, è nata l’idea di usare le nuove tecnologie, mettendo a punto un’app molto particolare. Questa app, che a quanto detto dovrebbe essere pronta e scaricabile già da Pasqua 2017, servirà a due scopi ben precisi. Il primo sarà quello di segnalare in tempo reale qualsiasi danno all’ambiente che venga individuato, a partire da quelli causati dall’intervento umano fino a quelli derivanti da eventi naturali. Il secondo, non meno importante, sarà quello di portare a conoscenza degli enti preposti di habitat in precedenza sconosciuti, di luoghi naturali di cui fino a quel momento non si aveva conoscenza e che a volte vengono scoperti quasi per caso. L’app sarà a disposizione di tutte le guide di zona, che riceveranno in presa diretta le segnalazioni dei cittadini e provvederanno subito a girarle a chi di dovere, a Legambiente o al corpo dei Carabinieri. Nino Morabito, responsabile nazionale di Legambiente, parla di una vera e propria “alleanza per la natura” che riuscirà a dare al patrimonio naturalistico italiano la stessa dignità che già possiede quello culturale.